
Parlare di Silvio Formichetti a 360 gradi significa esplorare il percorso di un artista che ha trasformato la pittura in un atto puramente viscerale, diventando uno dei nomi di punta dell’Informale contemporaneo in Italia.
Nato a Pratola Peligna nel 1969, Formichetti è cresciuto in un ambiente familiare dove l’arte si respirava quotidianamente, e questa predisposizione lo ha portato a rompere gli schemi tradizionali per abbracciare una pittura fatta di gesto, istinto e materia.
Per capire davvero la sua figura, analizziamo i punti chiave della sua carriera per poi fare un affondo sulla sua evoluzione tecnica e sul significato profondo della sua arte.
Le origini figurative: come per molti grandi astrattisti, l’inizio di Formichetti è figurativo. Nei primi anni Novanta si cimenta con lo studio del nudo e dei paesaggi. Questo passaggio è fondamentale: non si arriva all’astrazione perché non si sa disegnare, ma perché la realtà visibile non basta più a contenere ciò che si ha dentro.
La svolta informale (Fine anni ’90): nel 1999, la sua partecipazione alla Rassegna Internazionale d’Arte Contemporanea di Sulmona attira l’attenzione della critica. Formichetti abbandona la forma e si lancia nell’astrattismo segnico e gestuale.
La consacrazione (il dialogo con i grandi): tra il 2006 e il 2009 arrivano le mostre nei grandi musei romani (Museo Nazionale degli Strumenti Musicali e Palazzo Venezia).
Ma il momento di svolta assoluto è il 2011, quando viene invitato da Vittorio Sgarbi al Padiglione Italia della 54ª Biennale di Venezia. Lì espone l’opera “La materia m’invade mentre il silenzio urla”, un quadro monumentale che lo inserisce definitivamente nei cataloghi accanto a mostri sacri del dopoguerra come Burri, Fontana e Vedova.
L’approfondimento: l’evoluzione della tela e l’Alfabeto dell’Anima.
Entrando nel dettaglio del suo lavoro, il viaggio di Formichetti sulla tela non è rimasto sempre uguale, ma ha attraversato fasi emotive e tecniche molto distinte, che i critici dividono principalmente in due grandi momenti.
La fase della “Burrasca” e il Dripping (anni 2000).
Nella prima fase dell’Informale, le tele di Formichetti sono un campo di battaglia. Usa moltissimo l’olio per dare lucentezza, ma lavora la materia con una forza quasi violenta. Il colore viene graffiato, stratificato e lanciato sulla tela attraverso il dripping (la tecnica dello sgocciolamento).
In questi anni l’azione pittorica si concentra spesso al centro della tela, lasciando i bordi quasi vuoti: l’opera sembra un universo fluttuante o, come dicono i titoli dei suoi cicli di allora (“Labirinti dell’anima”), una mappa visiva delle tempeste interiori. Il nero e il rosso dominano, gridando sulla tela.
La fase dell’ascolto e l’Evoluzione del Silenzio (Dal 2011 a oggi).
Dopo l’esperienza della Biennale, qualcosa cambia. La pittura di Formichetti, pur rimanendo informale e gestuale, scopre il valore del silenzio.
I colori si fanno più tenui: subentrano accostamenti cromatici più delicati, toni sfumati e campiture di bianco che iniziano a prevalere sul nero.
La pittura come dialogo: come ha spiegato lo stesso artista in diverse interviste, la sua pittura non nasce per “denunciare” un dramma esterno, ma è una trascrizione istantanea e inconscia di stati d’animo. Davanti alla tela bianca avviene una magia: il gesto si infittisce, acquista una tridimensionalità quasi scultorea e diventa un “dialogo intimo” che l’individuo fa con se stesso. Cicli successivi come “Il silenzio che urla” o “Dialogo con l’infinito” mostrano una maturità in cui la tempesta dei primi anni si è trasformata in una ricerca spirituale, quasi mistica (fino ad arrivare a studi recenti sulla Sindone e sull’Altissimo).
“Sono registrazioni di sentimenti che trascrivo sulla tela. Tutto può partire da una lettera, da una denuncia… ti perdi e ti ritrovi nello stesso momento.” – Silvio Formichetti
Oggi Formichetti continua a muoversi su questa linea d’ombra: una costante ricerca in cui si mette continuamente in discussione, dimostrando che l’arte informale non è confusione, ma la ricerca di una verità interiore impossibile da descrivere a parole.
Le tappe fondamentali e le mostre più importanti che hanno consacrato Silvio Formichetti sia a livello istituzionale che internazionale sono diverse e significative. Oltre alla citata Biennale di Venezia, Formichetti ha esposto nei veri e propri “templi” dell’arte italiana ed europea.
Il suo percorso espositivo tocca vertici istituzionali notevoli attraverso una serie di mostre cardine.
• Il Parlamento Europeo a Bruxelles (2014) – I sentieri dell’anima
Questa mostra rappresenta uno dei suoi più importanti traguardi europei. Portare le sue tele cariche di emotività astratta all’interno dell’Edificio Altiero Spinelli a Bruxelles ha significato sdoganare il linguaggio informale abruzzese direttamente nel cuore delle istituzioni comunitarie.
• La doppia consacrazione nei Musei Nazionali di Roma (2007): prima della Biennale, Roma lo celebra con due personali consecutive di altissimo profilo.
La prima, Viaggio Mistico, al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali; la seconda, “Intime Confessioni”, all’interno del Refettorio Quattrocentesco di Palazzo Venezia. Queste mostre, supportate da cataloghi editi da Skira, lo hanno inserito definitivamente nei circuiti dei grandi maestri storicizzati.
• Chiostro del Bramante a Roma (2011) – Dialogo con l’infinito
Esporre in uno degli spazi rinascimentali più prestigiosi e visitati della Capitale, curato dal critico Giovanni Faccenda, è stato il trampolino perfetto a ridosso della sua partecipazione alla Biennale di Venezia dello stesso anno.
• Il “dialogo” con Mario Schifano a Pescara (2010) – Il buio, confine del colore
Al Museo d’Arte Moderna “Vittoria Colonna” di Pescara viene organizzato un eccezionale faccia a faccia tra le opere di Formichetti e quelle del re della Pop Art italiana, Mario Schifano. Una mostra che ha esplorato il confine sottile tra lo spirito e la materia.
• Galleria Nazionale d’Arte Straniera a Sofia, Bulgaria (2012) – Bulgare Visioni
Organizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura, questa mostra ha segnato una delle sue più importanti personali nei musei dell’Est Europa, a cui sono seguite altre tappe internazionali recenti, come la mostra “Danish Diary” al Museo Arne Haugen Sørensen in Danimarca (2022).
• Il Palio della Quintana di Ascoli Piceno (2018)
Un riconoscimento iconico e popolarissimo. Formichetti è stato chiamato a dipingere il Drapeau (il drappellone del Palio) della storica Quintana, esponendo contemporaneamente la sua personale “Il silenzio che urla” a Palazzo dei Capitani con la presentazione di Vittorio Sgarbi.
Oltre che nelle collezioni private, le opere di Formichetti sono entrate a far parte di importanti patrimoni pubblici, come la “Collezione della Banca d’Italia” a Roma, il Museo Michetti (MuMi) di Francavilla al Mare e il Municipio dell’Aquila.
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Silvio Formichetti nasce nel 1969 a Pratola Peligna (Aq). I primi lavori ritraggono nudi femminili e paesaggi dell’entroterra abruzzese. L’interesse per la pittura informale arriva a metà degli anni novanta. Si avvicina a Pollock, l’Action Painting americana e a Dova, Afro, Vedova e Hans Hartung.
Nel 1999 passa all’astrattismo segnico e gestuale e nel 2011 viene invitato alla 54° Biennale di Venezia – padiglione Italia a cura di Vittorio Sgarbi. In Italia tra le sue esposizioni si segnalano: le diverse partecipazioni alle “Rassegne internazionali d’Arte Contemporanea” di Sulmona (varie edizioni dal 1999 al 2016); personale al Palazzetto dei Nobili dell’Aquila, catalogo a cura di Carlo Fabrizio Carli e XXX edizione della “Rassegna internazionale d’arte di Sulmona” (2003); Museo nazionale d’Abruzzo de L’Aquila a cura di Leo Strozzieri e Pierpaolo Bellucci e Museo Diocesano “Francesco Gonzaga” di Mantova, a cura di Maurizio Gioia e Carlo Micheli (2007); Museo Michetti di Francavilla al Mare, con testi critici di Silvia Pegoraro e XIII Biennale Stauròs d’arte sacra, Museo di San Gabriele, Isola del Gran Sasso (2008); “Cromofobie”, Ex Aurum di Pescara a cura di Silvia Pegoraro (2009); nel 2010 al Museo Colonna di Pescara, le sue opere vengono accostate a quelle di Mario Schifano nella mostra “Silvio Formichetti – Mario Schifano. Buio. Il confine del colore” a cura di Luca Beatrice.
Il progetto espositivo con il critico d’arte Luca Tommasi avviene nel 2006: le opere di Silvio Formichetti vengono esposte al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma e nel 2007 presso il Refettorio quattrocentesco del Museo Nazionale del Palazzo di Venezia a Roma.
Nell’estate 2010 realizza presso il Museo Civico di Sulmona la mostra “Icone dell’invisibile” a cura di Silvia Pegoraro.
Sempre nel 2010 realizza la personale dal titolo “Labirinti dell’anima” presso lo spazio del Palazzo Guicciardini della Provincia di Milano nel capoluogo lombardo con testi critici a cura di Giovanni Faccenda .
IL 2011 lo vede impegnato, nella personale al Chiostro del Bramante di Roma “Dialogo con l’infinito” a cura di Giovanni Faccenda, successivamente ad Albenga nel prestigioso contesto del Palazzo oddo con una personale curata da Paolo Levi dal titolo Alfabeti dell’anima.
Nel 2012, alla Galleria Opus di Grottammare (Ap) The Big Rip, a cura di Giarmmando Di Marti, successivamente a Cassino (Fr) nel contesto del Teatro Manzoni presenta la personale dal titolo “Succisa Virescit”, a cura di Simona Pace e Roberto Franco. La mostra racconta le atrocità della seconda guerra mondiale vissute nella cittadina laziale con i bombardamenti e la ricostruzione.
Silvio Formichetti inaugura a Sofia (Bulgaria) nel mese di Giugno, presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, la personale dal titolo “Bulgare Visioni ed a Varna (Bulgaria) presso la Graffity Art Gallery la personale “Architetture Cromatiche” a cura dell’Istituto Italiano di Cultura.
Nel 2013 Silvio Formichetti è protagonista con due importanti mostre personali. La prima a Terni presso la Galleria Canovaccio e la seconda alla Galleria Civica di Padova con “Energheia”. Entrambe le mostre riscuotono parecchio successo.
Nel mese di Novembre prende il via la personale di Silvio Formichetti a Bruxelles presso il Parlamento Europeo. Nell’Edificio Altiero Spinelli – “Espace Cheval” di Bruxelles infatti prende il via la mostra “I sentieri dell’anima”. L’esposizione, curata dall’artista, comprende una ventina di opere di medio formato, realizzate appositamente per l’evento.
Nel 2014 Silvio Formichetti è a Pescara con “Inferno. Allegorie della coscienza”. La mostra personale si tiene nello splendido Aurum – Fabbrica delle Idee. A cura di Lucia Arbace è invece “Opere”, la mostra delle opere storiche presso la Taverna Ducale di Popoli (Pescara). Nel mese di Settembre partecipa al 41° Premio Sulmona a Sulmona (L’Aquila).
Silvio Formichetti entra nel 2015 nella pubblicazione PRAESTIGIUM ITALIA II il prestigioso catalogo che segue la collezione internazionale di Luciano Benetton “IMAGO MUNDI Luciano Benetton Collection”, espone con una personale a Berlino presso la InArt Werkkunst Gallery e fa parte degli artisti contemporanei alla collettiva 44th parallels di Albenga (GR).
Il 2016 parte con “Evoluzione del silenzio” mostra personale a Umbertide (PG) nella splendida Rocca. La mostra è a cura di Anna Amendolagine. Partecipa al 43° Premio Sulmona a Sulmona (L’Aquila).
Nel 2017 in occasione del bimillenario della morte di “Ovidio”, presenta in una mostra personale, un corpus di n.15 opere di grandi dimensioni nel suggestivo complesso del Museo Civico della SS. Annunziata di Sulmona dal titolo: “Omnia Mutantur”. Sempre nel 2017 partecipa alla 44a edizione del Premio Sulmona.
Nel mese di Aprile 2018 gli viene assegnato l’Award Certilux per l’arte “Made in Italy.
“Il silenzio che urla” Ascoli Piceno è la mostra dal 7 luglio al 2 Settembre 2018. La mostra è a cura Stefano Papetti con prefazione di Vittorio Sgarbi.
Dal 22 settembre al 6 ottobre, Silvio Formichetti espone alla galleria Contempo a Pergine Valsugana (Trento) la mostra “Vulcanico” a cura di Anna Amendolagine.
Dal 3 al 24 Novembre 2018 Silvio Formichetti espone al Centro Cultura di Villa Brivio a Nova Milanese (MB). La mostra “Informale incontro” è a cura dell’Arch. Antonio Lombrado e della Prof.ssa Cristina Buraschi.
Nel 2019 viene selezionato per la prima edizione della mostra “I mille di Sgarbi” a Cervia (Ra) presso i Magazzini del Sale. La selezione, la mostra e il catalogo sono a cura di Vittorio Sgarbi. Dal 31 maggio al 9 giugno 2019.
Espone alla CristianoArtGallery, Samo Collection, Ars Interamna – Pignataro Interamna (FR) con “AB IMO PECTORE” e partecipa al 46° Premio Sulmona.
Nel 2019 presenta 15 opere presso la Galleria d’Arte M2 a Napoli a cura di Massimo Carpentieri.
Nel 2020 l’attività Espositiva prosegue nonostante le difficoltà inerenti il COVID-19. Partecipa al 25 Premio Cimitile presso il Complesso Basilicale Paleocristiana di Cimitile affiancato dai colossi della pittura Italiana in occasione del cinquecentesimo dalla morte di Raffaello a cura di Giuseppe Bacci.
La personale presso la Galleria Civica di San Donà di Piave dal titolo SILVIO FORMICHETTI “IN” a cura di Alain Chivilò.
Nel giugno 2022 espone a Grottamare (Ascoli Piceno) con la personale “La spaziatura del pensiero – dal diario Danese” curata dal professore Giarmando Dimarti.
Silvio Formichetti | Biography
Silvio Formichetti was born in 1969 in Pratola Peligna (Abruzzo, Italy). His first works were of female nudes and landscapes of Abruzzo. His interest in informal painting began in the mid-1990s when he was inspired by the works of Jackson Pollock, the Action Painting movement in America, and by Dova, Afro, Vedova and the Austrian, Hans Hartung. In 1999 Silvio developed his work into abstract symbolism.
EXHIBITIONS:
–twenty-sixth and thirtieth International Exhibitions of Contemporary Art in Sulmona (various editions from 1999 to 2016
– private exhibition at the Palace of the Nobili in L’Aquila, with a catalog created by Carlo Fabrizio Carli
–National Museum of Abruzzo in L’Aquila, presented by Leo Strozzieri and Pierpaolo Bellucci
–National Museum of Musical Instruments in Rome with the art critic Luca Tommasi (2006)
–15th Refectory of the National Museum at the Palazzo di Venezia in Rome (2007).
–Diocesan Museum “Francesco Gonzaga” in Mantua, presented by Joy and Carlo Maurizio Micheli (2007)
– Michetti Museum in Francavilla al Mare, with critical text by Silvia Pegoraro at the Stauròs XIII Biennale of Sacred Art, Museum of San Gabriel, Isola del Gran Sasso (2008)
–Ex Aurum in Pescara “Cromofobie” presented by Silvia Pegoraro (2009)
–Museo Colonna in Pescara together with Mario Schifano in the exhibition “Silvio Formichetti – Mario Schifano. Dark. The border color”, presented by Luca Beatrice (2010)
– Museo Civico of Sulmona “Icons of the invisible”, presented by Silvia Pegoraro (2010)
– Palazzo Guicciardini in Milan “Labyrinths of the Soul”, with critical text by Giovanni Faccenda (2010)
–54th Biennale in Venice, presented by Vittorio Sgarbi (2011)
–Cloister of Bramante in Rome – “Dialogue with the Infinite” presented by Giovanni Faccenda (2011)
– Palazio Oda in Albenga, solo exhibition called “Alphabet of the Soul” presented by Paolo Levi (2011).
–Galleria Opus in Grottammare (Ap) in an exhibition entitled “The Big Rip”, presented by Giarmmando Di Marti and in Cassino at the Manzoni Theatre with a solo exhibition entitled “Succisa Virescit”, presented by Simona Peace and Roberto Franco. The exhibition recounts the atrocities experienced by the people of Lazio during the bombing of World War II and reconstruction afterward. (2012).
–Silvio Formichetti ouverture in Sofia (Bulgaria), National Gallery of Modern Art, “Visions of Bulgaria and of Varna “, and presented work in an exhibit called “Chromatic Architecture” in the Graffity Art Gallery at the Italian Institute of Culture. (2013)
– Canvas Gallery in Terni and Galleria Civica in Padova “Energy.” (2013)
– European Parliament in Brussels. (2013)
– Aurum – Factory of Ideas in Pescara with “Inferno. Allegories of consciousness”. “Works” by Lucia Arbace is an exhibition of historic works at Taverna Ducale di Popoli (Pescara) and 41 Premio Sulmona in Sulmona (L’Aquila). (2014)
–Luciano Benetton’s collection PRAESTIGIUM ITALIA II. In December exposes in Berlino at InArt Werkkunst Gallery and 44th parallels of Albenga (GR). (2015)
– “Evoluzione del silenzio” Umbertide (PG) and 43 Premio Sulmona in Sulmona (L’Aquila). 2016
– “Omnia Mutantur” at Museo Civico SS. Annunziata Sulmona (L’Aquila) and 44 Premio Sulmona in Sulmona (L’Aquila). (2017)
–Certilux Art Award for “Made in Italy” (2018)
– “Il silenzio che urla”, Ascoli Piceno (2018).
– “Vulcanico”, Galleria Contempo, Pergine Valsugana (Trento) (2018).
– “Informale incontro” at Centro Cultura Villa Brivio, Nova Milanese (MB) (2018).
– “I mille di Sgarbi” at Magazzini del Sale, Cervia (RA) (2019
– 46 Premio Sulmona (2019)
– AB IMO PECTORE CristianoArtGallery, Samo Collection, Ars Interamna – Pignataro Interamna (FR) (2019)
– Galleria d’Arte M2 a Napoli by Massimo Carpentieri
– 25 Premio Cimitile at Complesso Basilicale Paleocristiana di Cimitile by Giuseppe Bacci
– Galleria Civica di San Donà di Piave dal titolo SILVIO FORMICHETTI “IN” by Alain Chivilò.
– Grottamare (Ascoli Piceno) “La spaziatura del pensiero – dal diario Danese” by Giarmando Dimarti (2022).
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Atelier: Via Del Vantaggio 23/a, Rome, (Italy)
Atelier: AM Studio, Via Massimo Stanzione 10, Vomero-Naples, (Italy)
e-mail: studioformichetti@gmail.com

